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 Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista

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Venustus



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MessaggioTitolo: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Ven Giu 15, 2018 3:13 pm

Terzo ed ultimo intervento della trilogia sui Legionari e su Bir Hacheim.



Il titolo vi ha fatto pensare « al peggio » ?    Niente paura : l’autista del generale Koenig - l’abbiamo visto - era una bella ragazza inglese : Miss Susan Travers, sola donna mai arruolata nella Légion Etrangère, matricola n. 22166 .
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Dopoguerra. Primi mesi del 1956
Le vecchie gallerie del metro del centro di Parigi hanno un odore caratteristico: grasso di motore e di ingranaggi misto a polvere, ti investe in pieno con il vento che penetra dai finestrini. Mattino presto, l’ Adjudant Chef (Sergente Maggiore) de la Légion Etrangère Travers, in uniforme scura con sul petto già la mezza dozzina di decorazioni ricevute in Africa, Italia, Germania, Indocina, basco color cremisi con stemma della Legione e mantellina nera, non si cura dei pendolari assonnati che la guardano un po’ incuriositi. A cosa starà pensando ?


Maggio 1941
La colonna della 1a Brigata della Francia Libera procede sulle piste del Sinai poi Gaza; e verso la Siria controllata ancora dalla Francia di Vichy. Susan è al volante della sua ambulanza, all’improvviso l’attacco aereo: sono i temibili Messersschmits, riflesso immediato, saltar fuori e buttarsi sotto un camion. (odore di grasso di motore e polvere) Primo passaggio, rombo assordante : le bombe, aspettare il secondo ché mitragliano, poi il silenzio, a parte i lamenti dei feriti. Susan esce per prima e si trova davanti un ufficiale alto e biondo, occhi azzurri, come lei. Prima che lui si scuota la polvere dalle spalline sa già chi è : Pierre Marie Koenig, il Comandante ! Gli sguardi si incrociano, lui le sorride tranquillo, Susan arrossisce e si scuote i capelli pieni di sabbia.
In Siria Susan ha la vita dura ; come autista di un ufficiale medico misogino che non sopporta una donna al volante e che la maltratta, e infine la congeda, lamentandosene. E’ quindi convocata al Comando, piuttosto preoccupata. Ma la riceve Koenig : «  Mi dicono che lei è un’ottima conducente, ho bisogno di un autista, inizia domani ». Ma l’auto del Comandante è un «  ferrovecchio » (i britannici si tengono le auto migliori per loro) Susan , buon meccanico, si dà da fare. (odore di grasso di motore e polvere).
Sono giorni senza un attimo di tregua: Koenig viaggia dovunque, è un ottimo diplomatico ma deve negoziare con gli inglesi, con i francesi di Vichy, con i siriani, per arrivare agli accordi di Saint Jean d’Acre. Susan, fiera del suo incarico, non molla mai, la sera ripara o fa riparare la vettura (mani nere di grasso di motore, si  vergogna un po’..). Alla fine estenuata, si ammala, finisce all’ospedale.
Seguono giorni pieni di angoscia: il Comandante prenderà certo un altro autista ! perché dovrebbe aspettarla? ( « eppoi ho l’epatite, sono gialla, impresentabile, speriamo che non venga a trovarmi ! »).

Ma la convalescenza arriva e anche un gran mazzo di rose rosse con un biglietto con scritto solo « Koenig ». Il quale poi si presenta con una scatola di cioccolatini e libri. Susan non sa cosa pensare ma ora ha il morale alle stelle!.
Guarita, è cosi’ sempre l’autista del Comandante. I continui spostamenti da una città all’altra obbligano i due a scendere in esotici e pittoreschi alberghi siriani e libanesi : servizio ottimo, vista sul mare. E’ naturale che Susan sia a cena col Comandante. La conversazione è di solito piacevole. Susan è la figlia dell’ Ammiraglio britannico Sir Francis Eaton Travers, decorato della Légion d’Honneur nella 1° GM. Di ottima famiglia, sportiva, si è qualificata a Wimbledon, viveva sulla Costa Azzurra con la famiglia prima dello scoppio della 2° GM, Susan sa comportarsi da donna di mondo.
Ma presto le conversazioni vanno sul «  personale » ( « Ma non ha un soprannome come tutti i legionari ? – « La Miss, mi chiamano La Miss » - Allora vada per « La Miss »). Ma poi la corte che le fa il Comandante diventa esplicita. Susan è smarrita, imbarazzata, ma lusingata. Eppoi si arrende all’evidenza, anche lei è innamorata cotta del Comandante ! Ma deve cedere ? Intravede i guai cui rischia di andar incontro, eppoi lui ha moglie e figli in Francia  ( ok, non suoi, in seconde nozze, certo un matrimonio di interesse) E se cede, come e quanto tempo potrà durare ? E se si viene a sapere chissà che scandalo !

Susan esce dalla Stazione della Metropolitana davanti l’Esplanade des Invalides, i plotoni sono già schierati. Pioviggina ; la primavera si annuncia, Susan ha il cuore che le batte (questo tipo di paura non l’aveva mai avuto) l’aria umida le porta l’odore delle siepi di rose che già sbocciano intorno alla piazza d’armi.

Le rose della Siria avevano un odore più pungente. Quasi ogni sera in stanza d’hotel ne trovava, bianche o rosse, col solito biglietto: «  Koenig ». Alla fine ogni scrupolo è vano : è la guerra, domani potremmo farci ammazzare tutti e due.. e allora, che importa ?.
Una sera il "suo" Pierre bussa alla porta… Seguiranno tre mesi di vita spensierata, in una villetta sul mare ad Aley , vicino Aleppo : passeggiate romantiche sulla spiaggia (con la scusa di portare a spasso Arad il cagnolino di Koenig) sotterfugi (nessuno deve sapere) complicità dei colleghi più stretti come il Principe Amilakwari, qualche perpessità dei britannici, sospetti benevoli delle amiche infermiere inglesi, difficoltà a mantenere i rapporti formali tra autista e Comandante (che infuriano Koenig peraltro estemamente geloso).

Ma un giorno arriva il temuto annuncio : Koenig è promosso Generale e si prospetta la partenza per il fronte libico a capo della Prima Brigata della Francia Libera. Doveva finire e ambedue lo sapevano benissimo anche se non volevano pensarci.
Siamo a fine 1941, Koenig si sposta in Egitto, al Cairo, sa che comanderà infine i « Free French » in battaglia. Invita La Miss a passare il Natale assieme nel magnifico Shepheard’s Hotel sovrastante il Nilo.. sono le ultime struggenti notti  insieme. Ma sanno che oramai è finita. Koenig tenta di dissuadere La Miss di seguirlo. Niente da fare : « Wherever you go , I will go too ! » ( Dovunque tu andrai io andro’ ) gli risponde Susan fissandolo negli occhi. Ma l’idillio non puo’ continuare nella sabbia sotto il sole e nella promiscuità sotto le tende nel deserto. La Miss è oramai di nuovo semplicemente l’Autista del Signor Generale.

Sono tutti là nel Cortile d’Onore, le autorità, la banda, le bandiere, spicca il battaglione della Légion Etrangère : sono giovani, sempre multicolori, ve ne sono  anche di origine chiaramente indocinese e alcuni decisamente « teutonici » (i vecchi nemici ?) Nuove divise, che Susan non ricorda, eppoi lei in fondo era sempre in kaki, bermuda e « desert boots » a Bir Hakeim

1942 sera del 10 giugno.
Nel caposaldo assediato lei è l’unica donna rimasta (l’avevano obbligata a partire con le « Spearettes » le altre infermiere inglesi, ma con un sotterfugio lei era ritornata). Dopo la giornata sotto le bombe e le cannonate, verifica l’ennesima volta la Ford Utility, cui hanno frantumato apposta il parabrezza (precauzione tragicomica nel caso si becchi una raffica al volante) nonché la Beretta, preda di guerra che ha imparato ad usare.
Il resto della storia la sanno tutti, oramai è « Storia »: la sortita in armi. I primi mezzi che saltano sulle mine, il Comandante Koenig e il Vice Com.te Amilakwari, a piedi, che incitano a continuare, poi La Miss li prende a bordo dietro due Bren carriers, uno dei quali salta e s’incendia. Acceleratore a fondo, per fortuna il cielo è terso, niente luna. Il Comandante la guida, « Azimut 213 gradi » indicato dalla Costellazione del Corvo. Di prima mattina incontrano le pattuglie inglesi, è finita ! La Miss si addormenta in auto felice, ha mantenuto la promessa ( « Wherever you go I will go too » ) e ha portato in salvo il « suo » Comandante.
E sarà una vittoria « tattica » per la Miss, che sarà decorata al Cairo con la « Croix de Guerre Etoilée » per l’azione. Seguirà la sconfitta « tattica » qualche settimana dopo con l’arrivo della Signora Koenig, allertata dalla propaganda italo-tedesca che il marito va a letto con l’autista ! Susan se la trova di fronte (autoritaria e anche bella donna!) e si rende conto che è finita! Con spirito sportivo e in fondo di appartenente alla « Légion » sa che deve accettare la sconfitta.

Un ufficiale mi ordina di mettermi al centro della « Cour d’Honneur » dell’ Hotel des Invalides. La banda militare intona « le Boudin » l’inno della Légion Etrangère, il picchetto d’onore avanza con le bandiere al passo lento caratteristico della Legione.


Scrive Susan nelle sue memorie : « Improvvisamente ho il cuore in gola. In uniforme avanza da solo il generale : é Pierre ! Invecchiato, capelli grigi, l’eroe di Bir Hakeim si avvicina.
« Per coraggio dimostrato di fronte al nemico a Bir Hakeim, la Médaille Militaire alla Signora Susan Travers ! » risuona al microfono la voce ufficiale.
Dritta sull’attenti non posso pero’ evitare di stringere i pugni. Solo alla fine ci fissiamo negli occhi. Mi passano davanti i ricordi della Siria, Damasco, Beirut, Aley… ( quando per un attimo avevo fantasticato di divenire una seconda Signora Koenig) La corsa notturna sotto le stelle, guidando verso la salvezza.
Mentre Pierre mi appunta la medaglia, i suoi occhi tradiscono l’emozione e cosi’ anche i miei. «  Spero che cio’ vi ricorderà tante cose » mi dice finalmente con voce stanca ma con gli occhi di una volta « Complimenti La Miss… » Ricaccio le lacrime, un passo indietro, reciproco saluto alla visiera., in fondo siamo due legionari.

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Epilogo

Non si rivedranno mai più . La Miss non andrà neanche ai funerali di Koenig.. Aveva distrutto i  suoi diari e tenuto i suoi ricordi per sé, per rispettare la memoria del Comandante, di sua moglie, del marito legionario che nel frattempo aveva sposato. Solo quando loro saranno tutti morti e quando, a 84 anni, le sarà conferita la Légion d’Honneur, si risolverà a scrivere la sua autobiografia. Non tornerà in Inghilterra, restera’ sempre in disparte ma con il cuore con la Legione.

« Wherever you go, I will go too, and wherever you will be, I will be, your country will be my country… » Libro di Ruth, versetti 1-16 Antico Testamento (Dovunque tu andrai anch’io verro’ e dovunque tu sarai , io vi saro’, e la tua Patria sarà la mia Patria)
La Miss conosceva la Bibbia, aveva avuto una buona educazione anglicana protestante. E il motto della Legione è : « La Legione è la nostra Patria ».

Susan Mary Gillian Travers muore a Parigi a 94 anni nel 2003, era nata a Londra il 23 settembre 1909. Per motivi amministrativi non aveva ottenuto la modesta pensione di sottufficiale legionario.
Il generale Koenig era deceduto il 2 septembre 1970 a Neuilly sur Seine, periferia « scic » parigina, sua moglie Marie Klein, otto anni dopo. Lui sarà promosso Maréchal de France solo nel 1984 a titolo postumo. Per ultimo, ben dopo Jean de Lattre de Tassigny, Alphonse Juin e Philippe Leclerc de Hauteclocque. La « storia » con « la Miss «  vi è per qualcosa ?

Al momento di partire alla Prima Guerra Mondiale, la sua mamma gli aveva detto addio con queste parole: «Preferisco saperti morto che sconfitto ! » aggiungendo : « E soprattutto vedi di di non fare fesserie ! ». In Siria invece lui l’aveva fatta grossa, ma credo proprio che non se ne sia mai pentito.
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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Ven Giu 15, 2018 10:16 pm

Certifico che quanto riportato non ha nulla di romanzato, eccetto solo l'odore di grasso e quello delle rose a Parigi nel 1956 (che ho inventato per il filo della storia). Il resto riporta fedelmente quanto ho trovato in bibliografia (la Travers precisa che aveva preso la metropolitana quel giorno).
Questa volta purtroppo le fonti sono solo in lingua francese (le memorie della Travers ovviamente anche in inglese):
Susan Travers, Tomorrow to be brave, Free Press, New York, 2000
Susan Travers, Tant que dure le jour, Ed Plon, Paris, 2001

Dominique Lormier, Koenig l'homme de Bir Hakeim, Ed du Toucan : Lormier fu l'ultimo storico a intervistare Susan Travers nell' aprile del 2001
Le raccomandazioni della madre di Koenig sono in:
Louis-Gabriel Robinet, Koenig, un chevalier, Ed France-Empire, , Paris, 1973
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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Sab Giu 16, 2018 8:38 am

Ci sono delle inesattezze evidenti nella forma e nel fondo
Il generale e la signora Travers non sono legionari, anche se à scritto cosi'. Lo sono sicuramente nei fatti,  più di tanti legionari effettivi che sono solo degli imbecillil che si fanno i video da postare su youtube, ma un generale non puo' essere legionario e non lo è mai stato e non ce n'è mai stato uno ( a parte uno che è ancora vivente) e la signora Travers ha seguito solo amministrativamente  il generale di cui era l'autista.
E poi , primo, adjudant chef non è sergente maggiore, secondo il basco della Legione non è cremisi. (la prova che senza giocare troppo sulle parole questa signora è stata di sicuro aggregata, considerata, trattata, tutto quello che si vuole.... ma non arruolata come legionario)
’ Adjudant Chef (Sergente Maggiore) de la Légion Etrangère Travers, in uniforme scura con sul petto già la mezza dozzina di decorazioni ricevute in Africa, Italia, Germania, Indocina, basco color cremisi con stemma della Legione
Al di là di tutto sono due grandi persone che hanno contribuito a fare la storia della Legione : questo è sicuro

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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Sab Giu 16, 2018 8:46 am

Posso utilizzare questo pezzo anche io su altri gruppi e discussioni ?

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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Sab Giu 16, 2018 12:33 pm

Ma certo che lo puoi utilizzare! se lo correggi fammi sapere.

Altrimenti io mi baso unicamente sulle fonti. .per il berretto: "I wore a purple beret at an angle and a thick black coat which flared out at the bottom. Pinned to my breast were my earlier medals" p. 270 (versione inglese).
Ma è vero che sono in effetti andato sul sito web del museo delle uniformi della Legione e non ho trovato nulla.

Per quanto riguarda se dal punto amministrativo la Travers è "legionario" , devo dire che sono infine capitato in questo sito web qui, per caso, e unicamente perché Google mi ha dato tra le "immagini travers"  la Carta d'identità di Susan Travers che avete nella sezione "gallery" é qui:
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( Altrimenti non avrei mai saputo dell' esistenza di questo "forum"      )

Ma -per difendere la memoria della Travers - c'è da dire che onestamente ella descrive con dettagli che non possono essere falsi  l'incontro con il  comandante Arnault:
"What?" he enquired amiably.."Stay with the Legion"  - "Then do so " He slid something across his desk.... it was a formal application form to become a member of the Legion Etrangère... the impossible came to pass,a woman was admitted to its ranks as an adjudant chef in the logistic division and allowed to have a special regiment roll number 22166.. The official date on which  I was accepted was 28 june 1945" (pag. 250)"
Sarebbe interessante sapere cosa ne è rimasto ( e se è rimasto ) negli archivi della legione (mi dispacerebbe che l'avessero presa in giro..)

Per me è  ovvio che per la definizione stessa di "generale" un generale non puo' essere legionario (ma provenire dai legionari, come dai bersaglieri, dalla cavalleria ecc). Ma è vero che chi legge puù essere tratto in errore. Ma io volevo sottolineare (anzi è  Travers nella sua biografia, come  del resto lo dici anche tu) che si sentivano ambedue legionari nell'anima.

Infine se puoi darmi una traduzione corretta di Adjudant Chef in italiano, per eventuali altri interventi altrove correggero' l'articolo;
Grazie (e a presto spero..)
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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Sab Giu 16, 2018 5:06 pm

Non ci capiamo
Un lgenerale non puo' essere legionario nè provenire dalla Legione
Un generale (cosi' come gli ufficiali) viene dalle Forze Armate regolari francesi

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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Sab Giu 16, 2018 9:15 pm

D'accordo, adesso è piu' chiaro. Quindi Koenig, come altri ufficiali che inquadravano legionari, in effetti non possono chiamarsi tali.
Restano pero' casi un po' speciali, per es Dimitri Amilakvari che nel 1924 fa Saint-Cyr (ma "promotion du Rif ?) Ne esce nel 1926 et va direttamente al 1° R.E.a Sidi Bel-Abbès con il grado di "sous-lieutenant à titre étranger" sarebbe potuto diventare generale se non fosse eroicamente caduto in battaglia a El Heimemat ? A questo punto direi di no.
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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Dom Giu 17, 2018 7:49 pm

Chi puo' dirlo ? In teoria si', visto anche che in tempo di guerra le cose vanno diversamente un po' per tutti
Nella storia abbiamo un legionario che ha cominciato come legionario semplice ed é arrivato a generale due stelle

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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Lun Giu 18, 2018 8:29 am

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Nella storia abbiamo un legionario che ha cominciato come legionario semplice ed é arrivato a generale due stelle

Ciao Danilo!
Ti riferisci al Generale Vittorio Tresti, di origine italiana?
Ho letto che anche il tedesco Hugo Geoffrey ha raggiunto lo stesso grado arruolandosi come Legionario, è corretto?

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MessaggioTitolo: Re: Il Generale ha una storia d’amore con il suo autista   Lun Giu 18, 2018 12:04 pm

Non lo so

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